Gestione della fertirrigazione per il contenimento della filatura nelle piante di zucchino in serra.



Post

La stagione autunno vernina 2013/14 è oramai in chiusura, e possiamo certamente affermare di aver affrontato una tra le stagioni più miti dell’ultimo ventennio. Come spesso accade quando in passato si sono manifestate condizioni analoghe, se da un lato dalle nostre colture si possono ottenere produzioni al di sopra delle medie stagionali, dall’altro ci si trova ad affrontare problematiche agronomiche, che se sottovalutate o mal gestite,  possono compromettere irrimediabilmente i vantaggi che tali condizioni climatiche avrebbero potuto determinare.

Non esente dal sopraindicato quadro lo zucchino, coltura che nel nostro areale, pur non essendo più leader incontrastata, rappresenta comunque una delle realtà economiche ancora presente in maniera importante.

In questo periodo ci siamo sicuramente trovati di fronte a coltivazioni che, pur caratterizzate da buone performance quali-quantitative, si rivelavano troppo vigorose. L’eccesso di vigoria, se mal gestita, può nel medio-lungo periodo (60 giorni dal trapianto in poi) determinare progressivamente precoci morie di piante (causate da erwinia?) con conseguente perdita di produttività.

Per porre rimedio a ciò, la pratica cui si ricorre più frequentemente è quella dell’utilizzo di fitoregolatori, i quali pur se necessari in taluni frangenti, rischiano a fronte di un loro abuso, di determinare effetti quali-quantitativi decisamente controproducenti.

L’esperienza mi ha portato a valutare che il buon esito di tali coltivazioni si determina fondamentalmente nei primi giorni, (ovvero 60 gg. per i trapianti di sett/ott e 90 gg. per quelli di nov/dic) durante i quali una oculata gestione degli interventi irrigui e di fertirrigazione, può incidere positivamente sulla gestione della vigoria di gran parte del ciclo produttivo.

A tal proposito ho trovato notevole giovamento, nei momenti in cui si rendevano necessari ripetuti interventi irrigui settimanali (a causa delle elevate temperature riscontrate), nell’affiancare alla classica fertirrigazione N-P-K (1:0,5:1,5), interventi con concimazioni prive di azoto (miscela di KSO4, Mg SO4, CaCl2) con valori di EC di circa 1500/1700 micro Siemens/m, evitando la classica irrigazione con “acqua pulita”. In tal modo si realizza un duplice effetto positivo, evitando sia lo stress dovuto al differenziale di EC troppo elevato, sia il maggior assorbimento di acqua priva di sali nutritivi.

I vantaggi che ho potuto riscontrare sono:

  • Contenimento dell’eccesso di vigoria: la pianta, pur nutrita, non incrementa il suo vigore, rallenta la filatura, rimanendo inalterata la produttività;
  • Miglioramento quali-quantitativo dei frutti e dei fiori;
  • Riduzione dell’utilizzo dei fitoregolatori.

E’ condizione fondamentale che tali interventi, siano realizzati valutando correttamente sia l’effettiva vigoria delle piante che le loro performance quali-quantitative work in progress. In tali condizioni, si può agire in modo significativamente positivo sulla gestione della coltura e di conseguenza migliorarne nel medio/lungo periodo la produttività.