Gestione del territorio



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I diffusi fenomeni di dissesto idrogeologico, sia per erosione sia per movimenti franosi, che caratterizzano tante aree collinari e montane possono essere contenuti, anche se non eliminati del tutto, mediante la regimazione idrica e una razionale utilizzazione del suolo. I fenomeni di dissesto idrogeologico sono dovuti essenzialmente all’erosione dei versanti da parte delle acque di pioggia e a movimenti franosi. Accanto a questi fattori naturali anche l’uomo può essere responsabile del dissesto attraverso l’adozione di tecniche colturali sbagliate o la mancata realizzazione di un’efficiente rete di scolo delle acque: seconda del tipo di utilizzazione agraria dei suoli e in funzione anche della loro pendenza, deve essere attuata un’appropriata sistemazione del terreno per lo smaltimento delle acque in eccesso. L’acqua intercettata tramite un’idonea sistemazione dei terreni deve essere convogliata verso collettori naturali o creati artificialmente allo scopo. La predisposizione di una rete drenante profonda consente di raccogliere e allontanare le acque sotterranee. Interventi che già riducono le probabilità di eventi franosi prevedovo la realizzazione di trincee drenanti, in grado di emungere o smaltire acqua dai terreni circostanti ad elevata permeabilità. Ciò permette l’abbassamento puntuale del livello di falda o, più in generale, l’intercettazione di venute d’acqua nel terreno causate da infiltrazioni superficiali o profonde che può essere dannoso soprattutto lungo pendii o zone a rischio, dove infiltrazioni d’acqua possono causare frane o smottamenti. Le trincee drenanti possono essere attualmente realizzate con costi contenuti utilizzando appositi geocompositi drenanti (es. Fieldrain). Con questa tecnica lo scavo può essere di larghezza più ridotta grazie al minor tempo di lavorazione ed al fatto che il geosintetico, di spessore molto ridotto, viene infilato dall’alto; inoltre il terreno di scavo può essere riutilizzato per il riempimento.